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La MAX BUNKER PRESS prende
il nome dal suo fondatore, il leggendario MAX BUNKER,
uno dei padri nobili del fumetto italiano. Max Bunker, nom de plume
di Luciano Secchi, scrittore, sceneggiatore, giornalista ed editore, già
agli esordi (1962) porta al successo il western innovativo Maschera
Nera. Ma la vera e propria rivoluzione la compie con due personaggi
che modificano l'assetto del fumetto italiano portandolo da adolescente
ad adulto: sono Kriminal e Satanik,
i neri per eccellenza (1964). La seconda metà degli anni sessanta rappresenta
il periodo di maggior fertilità ed è un susseguirsi di personaggi
Nascono infatti Dennis Cobb
ed El Gringo (1965), Gesebel
(1966), Maxmagnus e Milord
(1968), fino ad arrivare a creare quello che la critica unanime
considera il suo capolavoro: Alan Ford
(1969). Una particolare menzione merita il sofisticato Fouché
(1973) e gli altri personaggi creati ulteriormente come Daniel
(1974), Cliff e Xibor
(1979), Angel Dark (1990), la stupefacente
Kerry Kross (1994), Beverly
Kerr (2000) e Padre Kimberly
(2001). Max Bunker ha anche scritto col suo nome anagrafico Luciano
Secchi una serie di gialli di successo come "9 battute per una piece"
e la serie del detective milanese Riccardo Finzi, sedici volumi
a tutt'oggi, dai quali è stato tratto un film per la regia
di Bruno Corbucci. Come editore Max Bunker ha fondato la rivista
Eureka (1967) sulle cui pagine ha fatto conoscere artisti del calibro
di Will Eisner (Spirit) e ha portato al successo personaggi quali
Andy Capp, Lupo Alberto, Sturmtruppen... e ha stampato anche per
la prima volta in assoluto un fumetto giapponese: "Golgo 13" (1980).
Nel 1970 porta in Italia per la prima volta i fumetti Marvel creati
da Stan Lee come Uomo Ragno, Fantastici Quattro, Hulk, Iron Man
e tanti altri con enorme successo.
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