Nov 122013
 

I latini vengono spesso citati come fornitori di pillole di saggezza. Celebre è la loro espressione “Mater certa, pater semper incertus” che è stata valida per decenni finché la scoperta del DNA ha rivoluzionato tutto. Almeno si è sostituito il padre incerto col padre sconosciuto.

PribkeMa ci sono altre espressioni che vengono sovente citate un po’ per vezzo un po’ per esibizione di cultura, ad esempio “Hic maneo optime” (qui mi trovo bene); “Cogito ergo sum” (penso quindi sono); “De mortuis nihil nisi bonum” (dei morti si parla solo bene).

Ed è su quest’ultima espressione che mi voglio soffermare. I morti in quanto tali, secondo i colti latini, meritano solo parole d’elogio, tradizione che è rimasta se leggete i necrologi su qualche giornale. I defunti hanno tutte le preclare virtù del mondo, donne fedeli, madri sublimi, padri integerrimi che lasciano vuoti incolmabili, bontà strabordante di tutte le azioni compiute in vita.

Allora ha valore anche l’altra espressione non latina ma italica:

“Sono sempre i migliori che se ne vanno”. Ma ovviamente non è affatto vero. Quei struggenti termini che ho citato fanno parte dell’ipocrisia formale, ormai incancrenita che è accettata abitualmente da tutti perché è così che si onorano i morti.

Ma davvero? Penso ai trapassati di tempo recente, gente che ho conosciuto, gente di cui conosco abbastanza per esimermi dallo schierarmi dalla parte buonista. Una persona defunta aveva inventato la “cartolina anonima” sulla quale scriveva accuse oscene e cose orrende. Mentre la lettera anonima colpisce solo il destinatario la cartolina viene letta potenzialmente da molte persone, da chi smista la posta, da chi la consegna, dal portinaio, dai conviventi, e se si tratta di un ufficio dai colleghi di lavoro. Di questa persona bisogna parlarne bene solo perché è morta, compiendo un percorso biologico che spetta a tutti prima o poi ?

Un’altra persona morta non molto tempo fa ha voluto chiudere la sua esistenza terrena vomitando escrementi dalla bocca con astio rabbioso. Soffriva molto il freddo, forse voleva assicurarsi un posto molto caldo nell’aldilà, sempre ammesso che ci sia un qualcosa di accettabile e non il nulla in assoluto.

Altra persona defunta (si noterà che uso un termine che non permette l’identificazione tra uomo e donna) deteneva un record curioso. E’ stata processata e assolta per avere commesso il fatto.
Normalmente l’assoluzione viene data per “non” avere commesso il fatto addebitato, ma questa è stata un’eccezione. Viene spontaneo dire che detta persona doveva avere dei santi in paradiso (modo di dire corrente per chi è particolarmente fortunato) così se il paradiso esiste veramente ci sarà stata una gioiosa riconciliazione.

Altra persona defunta che ha ricevuto pochi necrologi ma molto inneggianti al tremendo vuoto lasciato, aveva fatto licenziare con accuse superficiali diverse persone nella ditta dove lavorava e dove incredibilmente era tenuta molto in considerazione. Al loro posto aveva fatto assumere dei parenti (non esisteva ancora lo statuto del lavoratore). Stessa cosa aveva fatto coi dei collaboratori, orbati dalla sera alla mattina della sicurezza d’avere un introito, sempre sostituiti da parenti o amici. Non contenta aveva anche trovato la maniera di rubare dei soldi alla ditta facendo sì che, se fosse stato scoperto l’ammanco (come è stato) pagasse qualcun altro. Per finire il quadretto idilliaco, la persona in questione non teneva l’alcool ma le piaceva bere, così da ubriaca rivelava delle cose tremende come quelle di avere anticipato la morte del vecchio padre che non si decideva a lasciare questa valle di lacrime spalancando le finestre in pieno inverno, ottenendo a breve lo scopo prefissato.

Io dovrei spendere una parola, anche una sola sillaba di rimpianto per gentiluomini e gentildonne del genere?

Come in tutte le regole c’è l’eccezione che abbiamo visto col caso Priebke, uno dei responsabili degli eccidi delle Fosse Ardeatine. Nessuno o quasi nessuno ha speso una parola di cordoglio per la morte dell’ufficiale nazista, e questo era intuibile, ma si è verificata una sconcertante presa di posizione su dove seppellire la salma o meglio non seppellire la salma perché nessuno la voleva. Neanche la chiesa cattolica, sempre provvida a spargere buonismo a piene mani, senza mai lesinare, aveva preso le distanze. Poi la soluzione s’è trovata, mantenendo segreto il luogo della sepoltura per evitare che diventasse posto di pellegrinaggio di neo-nazisti. Del resto anche i resti, veri o presunti, di Adolf Hitler hanno fatto la stessa fine. I russi, che per primi arrivarono al bunker del dittatore nazista, raccolsero i resti di un cadavere bruciato dalla benzina e portati in posti segreti che segreti sono rimasti a tutt’oggi.

Morale del discorso. Dei morti bisogna solo parlarne bene? Concetto ormai superato come quello del padre incerto.

luciano secchi

per eventuali commenti maxbunker@maxbunker.it

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